Biomimetismo: impariamo dalla natura "Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già inventata" - Albert Einstein

scaleChe dall’osservazione della natura si possano trarre nuovi spunti per realizzazioni innovative ed ecosostenibili, è un fatto abbastanza risaputo. L’uomo e la natura sono sempre stati interconnessi, l’uomo ha sempre imparato dalla natura e la vita si sviluppa a partire da quella naturale ed intrecciata ad essa dalla notte dei tempi.

Se di questa interconnessione ci siamo a volte dimenticati, a darle nuovamente lustro c’è una “nuova” tendenza che si sta rafforzando con il nome di Biomimetismo.


Il termine Biomimetismo (biomimicry), entrato nel dizionario solo nel 1974, indica il trasferimento di processi biologici dal mondo naturale a quello artificiale: “mimando” i meccanismi che governano la natura, l’uomo può infatti trovare la soluzione ad innumerevoli problemi.

Il biomimetismo nasce come branca della tecnologia e trae lezioni dalla natura per sviluppare materiali, processi o strutture artificiali, utilizzata, sia in ambito industriale che architettonico; in realtà, è applicato da molti anni nel design industriale, anche se solo nell’ultimo decennio ha conosciuto un rapido sviluppo.

Janine Benyus, presidente del Biomimicry Institute e autrice di numerosi libri sulla biomimetica, ci invita a guardare alla Natura come modello, misura e mentore, enfatizzando così il legame tra l’applicazione della biomimetica e la sostenibilità delle azioni umane.
Le applicazioni di questo principio sono molte ed affascinanti. Si può in un certo senso affermare che il primo ad applicare la biomimetica fu Leonardo, che nei suoi studi sulle macchine volanti prendeva ad esempio il volo degli uccelli.

Scopriamo qualche esempio:

biomimetismo: l'origine del velcro

  1. Il Velcro
    Un esempio illuminante è senz’altro quello del velcro, inventato nel 1941 dall’ingegnere svizzero George de Mestral, ispiratosi ai piccoli fiori di bardana che si attaccavano saldamente al pelo del suo cane.
  2. Eastgate Building Centre di Harare, in Zimbabwe, dove per combattere il clima torrido l’edificio è stato messo a punto un sistema di ventilazione naturale, ispirato alle tane delle termiti africane.
  3. Geko Tape, un materiale altamente adesivo in fase di sviluppo che permetterebbe a persone ed oggetti di muoversi su superfici lisce o verticali. Ispiratore è stato – come dice il nome stesso – un simpatico animaletto: il geco.Sempre al geco si volge lo sguardo per un importante ricerca sostenuta da Ford per lo studio alle speciali formazioni adesive sottodigitali che garantiscono all’animale una eccezionale presa sulle superfici e dei meccanismi che consentono ai gechi di muoversi su pareti o soffitti aderendo in modo puramente meccanico, anche in assenza di liquidi o di tensione superficiale. gecoQueste tecniche, saranno traslati nell’ambito dei materiali, per la messa a punto di adesivi in grado di resistere a forti trazioni, ma che al tempo stesso possono essere facilmente rimossi. In questo modo, spiega la casa automobilistica, componenti che normalmente non potrebbero essere smaltiti con modalità ecosostenibili perché composti da più materiali non scindibili, potranno un domani essere riciclati.
  4. In medicina: gli aghi di nuova generazione sono stati sviluppati ispirandosi alla zanzara.
  5. biominetismo: treno e martin pescatoreL’aerodinamica del treno ad alta velocità giapponese Shinkansen si ispira alla forma del becco del martin pescatore.

Gli esempi potrebbero continuare all’infinito, come infinite sono le lezioni di Madre Natura.

“Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già inventata” – Albert Einstein.

ps: vi invito a ricercare immagini di edifici progettati ispirandosi a questa “filosofia” perché sono davvero affascinanti e spettacolari.

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